Le Terre dell’Infinito

le terre de l’infinito

Amelia, Narni, Orvieto e i loro territori: amiamo chiamarle Le Terre de L’Infinito perché, tra le tante ricchezze, possono fregiarsi di una particolarità unica: l’olio evo L’Infinito, che si trova solo qui.

Da tempo immemore, in queste terre, viene coltivato un tipo di olivo, il Raio, che non esiste in nessun’altra parte del mondo e che regala questo pregiato olio Dop Umbria, un vero e proprio elisir di lunga vita.

Amelia

Città antichissima, il primo insediamento dell’odierna Amelia si sviluppò già in epoca pre romana. Si narra che a fondarla, nel XII secolo a. C. sia stato il re Ameroe, da cui presero il nome la città stessa e il territorio circostante. Nel 90 a.C. divenne municipio romano (anche se la data è discussa) e crebbe d’importanza grazie alla sua posizione strategica lungo la via Amerina che collegava il Lazio con Chiusi, soprattutto dopo che, in epoca medievale, la strada andò a costituire un buon tratto del cosiddetto Corridoio Bizantino, che garantiva il collegamento con Ravenna.
Dopo il periodo romano, Amelia fu occupata dai Goti e, successivamente, dai Longobardi. Nel 1065 divenne libero Comune, per poi diventare definitivamente possedimento dello Stato della Chiesa.
Di questa storia restano visibili oggi numerose testimonianze, a partire dalle mura poligonali, risalenti al VI – IV secolo a. C., le cisterne, del II secolo d. C., accessibili da piazza Matteotti, i numerosi reperti raccolti al Museo Archeologico e alla Pinacoteca comunale. Tra i ritrovamenti certamente più noti e degni di rilievo vi è, senz’altro, la grande statua bronzea (oltre 2 metri di altezza) del Germanico, ovvero l’imperatore Nerone Claudio Druso. Rinvenuta nel 1963 e oggi esposta al Museo archeologico di Amelia, la statua mostra Germanico, vestito con un’armatura riccamente decorata, nel momento dell’adlocutio, il discorso dinanzi alle truppe schierate per la battaglia.
Notevoli gli edifici civili e religiosi successivi, come la Cattedrale, i palazzi e il teatro settecentesco.
Il territorio amerino è ricco di prodotti autentici, frutto di una cultura contadina familiare, attenta e abituata alle cose buone. Per questo i piatti della cucina di Amelia hanno sapori unici e atavici.

 

Per ulteriori informazioni su Amelia e l’Amerino: www.turismoamelia.it

Narni

I primi insediamenti nella zona di Narni risalgono al paleolitico e al neolitico, come testimoniano diversi resti recuperati nella zona. La città, il cui antico nome era Nequinum, fu fondata dagli Umbri, per poi diventare Narnia (dall’antico nome del fiume Nera, Nahar) con la conquista romana nel 299 a.C. Come Amelia, anche Narni fu occupata dai Goti prima e dai Longobardi poi, per passare infine allo Stato della Chiesa, perdendo la sua indipendenza.
La città è sovrastata dall’imponente Rocca albornoziana, realizzata nella seconda metà del 1300 a difesa dei domini papali. Particolarmente suggestiva è la Narni sotterranea, che comprende il complesso conventuale di San Domenico, risalente al XII secolo e scoperto solo alla fine degli anni ’70, con i suoi affreschi tra i più antichi della città, la cisterna romana e il Tribunale dell’Inquisizione, istituito nella metà del Seicento nei sotterranei del convento domenicano di Santa Maria Maggiore.
Oltre alle testimonianze di epoca romana, tra cui i ponti fatti costruire da Augusto lungo la Via Flaminia, meritano una sosta i palazzi civici e le chiese di epoca successiva, così come il Museo Eroli, con la sua area archeologica e la Pinacoteca.

 

Per ulteriori informazioni su Narni: www.turismonarni.it

Orvieto

Orvieto non ha certo bisogno di presentazioni. La città, con il suo splendido Duomo, il suo ricchissimo patrimonio storico-artistico, i suoi oltre 3mila anni di storia, è una delle mete dell’Umbria più note in tutto il mondo.
Eretta su una rupe di origine vulcanica, generatasi in tempi antichissimi, Orvieto ha attraversato diverse epoche storiche, da quella etrusca, quindi romana, per poi conoscere anch’essa le invasioni barbariche e il conseguente decadimento. Anche Orvieto entrò, subito dopo, nella sfera dei possedimenti papali, divenendo uno dei comuni più importanti del papato, cosa che permise alla città di recuperare fasto e magnificenza.
Orvieto mantiene, in ogni angolo, testimonianze di questa lunga storia, con monumenti che sono famosi ovunque, a partire dal Duomo, il Pozzo di San Patrizio, costruito da Antonio da Sangallo nel 1500, l’antica Torre del Moro o il suggestivo Palazzo del Popolo. La visita a Orvieto si completa con la tappa ai musei, ricchi di reperti archeologici, e alla Orvieto Underground, il percorso ipogeo guidato alla scoperta della storia nascosta della città.
Come tutto il territorio circostante, anche Orvieto è ricca di sapori e tipicità enogastronomiche. Famosi per i suoi vini e olii evo, la città cella rupe e il territorio circostante si caratterizzano per il vivere lento e la qualità della vita e della tavola.

 

Per ulteriori informazioni su Orvieto: www.orvietoviva.com

I BORGHI DELLE TERRE DE L’INFINITO

Se Amelia, Narni e Orvieto rappresentano il cuore delle Terre de L’Infinito, intorno ad essi si trovano una miriade di piccoli borghi storici. Come Alviano, che mantiene intatta la sua struttura urbanistica medievale, sulla quale spicca l’imponente castello, oggi sede, tra l’altro, del Museo della civiltà contadina e del Museo dei Capitani di ventura, in omaggio al condottiero Bartolomeo d’Alviano. Il borgo è anche meta di turismo naturalistico grazie all’Oasi dell’omonimo lago, gestita dal WWF, paradiso per gli amanti del birdwatching.
A Baschi, invece, troviamo numerose testimonianze di epoca romana. Nell’area di Scoppieto,, è stata infatti rinvenuta, qualche anno fa, una fabbrica di ceramiche di età imperiale, possibile meta di visite su prenotazione. Numerosi reperti rinvenuti nell’area sono oggi esposti all’Antiquarium del Palazzo comunale. Il borgo conobbe anch’esso alterne vicende dal medioevo in poi, prima come libero comune, poi quale dominio della signoria ghibellina dei Baschi. Conserva intatta la struttura medievale, con le mura, i vicoli e le case addossate. (www.turismobaschi.it)
Analoga a tutti gli altri borghi del territorio anche la storia di Attigliano, piccolo centro di probabile origine etrusca, cresciuto in epoca romana, quindi castello fortificato, spesso al centro delle lotte tra Orvieto, Todi e Amelia, di proprietà della famiglia Alviano finché, nella metà del 1600, fu acquistato dal Marchese Raimondi di Genova, quindi dalla famiglia Doria Pamphili e, infine, dagli Orsini. Di tanta storia oggi rimane poca traccia, nel vecchio castello, di cui sono visibili solo tratti di mura, alcuni torrioni, e il portale d’ingresso del XV secolo.
Una visita nell’area non può mancare la sosta al borgo fortificato di Guardea Vecchia, risalente al IX sec., uno dei luoghi più belli e panoramici di tutta la regione, e al vicino Castello del poggio, edificato dai Normanni. Dopo essere passato di mano diverse volte nel corso dei secoli, nell’800, il castello divenne proprietà di Lina Farina, giornalista e critico teatrale, e di suo marito, il comico italo americano Jimmy Savo che ne fecero la sede dell’omonimo Art Center. Oggi, di proprietà privata, rientra tra le dimore storiche della regione ed è visitabile su prenotazione. (www.turismoguardea.it)
Tra i Borghi più belli d’Italia, Montecchio si erge nella valle del Tevere, tra boschi e uliveti secolari, piccolo gioiello ben conservato nella sua struttura medievale, così come Lugnano in Teverina, dove, tra i monumenti da visitare spicca senz’altro, la collegiata di Santa Maria, gioiello di arte romanica. Giove, caratterizzato dal borgo medievale e dal maestoso palazzo ducale, e Penna in Teverina, il cui curioso nome deriva dal latino pinna, cima, a indicare che il piccolo borgo sorge su una collina che domina la valle del Tevere (www.turismopennainteverina.it) completano la visita nelle Terre de L’Infinito.